I dati che continuano ad arrivare, attestano inesorabilmente il declino dell’Italia, anche da un punto di vista anagrafico. Il nostro Paese, infatti, è ormai il più vecchio del mondo se si fa eccezione per il Giappone. Ad aggravare ulteriormente il quadro hanno concorso nove anni consecutivi, quelli sino al 2018, ultimo anno preso in considerazione, in cui le nascite lungo la penisola sono state inferiori ai decessi, alzando ulteriormente l’età media. Un trend che peraltro si è anche inasprito nel 2018, quando le nascite sono state inferiori del 2% rispetto a quelle dell’anno precedente, stabilendo un nuovo record di denatalità.

Una serie di dati che spingono molti analisti a riesumare il titolo di un film del recente passato, affermando che l’Italia non è un Paese per giovani. Non lo è perché le scelte della politica sembrano fatte apposta per rendere loro complicato riuscire ad affermarsi e realizzare i loro sogni in un quadro che sembra invece privilegiare gli anziani.

 

La leva creditizia per invertire il trend

 

Per invertire un trend che desta sempre più preoccupazioni negli ambienti politici e istituzionali, sarebbe necessario mettere in campo una serie di politiche in grado di creare un ambiente più favorevole per chi si appresta ad entrare nel mondo del lavoro, oppure cerca una occupazione stabile, ma non riesce a trovarne uno in grado di valorizzare il titolo di studio conseguito.

Una delle strade su cui si è provato a puntare nel corso degli ultimi anni è stato quello dei prestiti per i giovani, tesi in particolare a permettere loro di trasformarsi in imprenditori, magari nel settore dell’innovazione tecnologica, che promette di essere un terreno molto fertile nel prossimo futuro.

Le soluzioni disegnate al proposito prevedono nella maggior parte dei casi contributi a fondo perduto che a volte si mixano a condizioni vantaggiose per quanto riguarda i tassi di interesse della parte di prestito da restituire. Una strada che lo Stato italiano ha deciso di percorrere ormai da tempo, insieme all’UE, nella consapevolezza che proprio la leva creditizia potrebbe rappresentare un ottimo volano per consentire a coloro che oggi hanno tra i 18 e i 35 anni di diventare protagonisti del proprio futuro, senza dover attendere il colpo di fortuna. 

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